RUNNING O NON RUNNING: il dilemma al tempo del Covid-19

running-covid

Ma questi runners sono davvero untori trasportatori di virus?

Intanto diamo un nome a questo piccolo bastardo: COVID_19. Che diavolo significa? 

Già che abbiamo un nemico invisibile almeno classifichiamolo!📌 

Co sta per Corona, la famiglia dei corona per l’appunto a cui appartengono altri illustri predecessori di altre malattie come la SARS e la MERS (sì, questi bastardi sono una famiglia…), VI per “virus” 🦠, D per DISEASE, che in inglese significa “malattia”, e 19 è l’anno di scoperta.

Il passaggio di questa piccola carogna tra le persone avviene tramite vie aeree, (inutile ripetere quello che ci viene detto all’inizio di ogni pubblicità in tv 📺). La prevenzione per questo tipo di trasmissione avviene tramite isolamento sociale, quella che noi stiamo vivendo come “quarantena”. 📅

Fin qui tutto bene, ma ora focalizziamoci sulle persone che corrono 🏃‍♂ o fanno sport all’aperto: perché veicolano questo virus (ammesso che lo facciano)? Sono veramente così lesivi? 

Di seguito elenco alcune nozioni che ho verificato in pubblicazioni riconosciute dalla comunità scientifica. 📚 Vi riporto le principali e cerco di contestualizzare il problema per capire che cosa possa essere realmente influente.

La letteratura scientifica sottolinea il fatto che chi corre ha una capacità polmonare maggiore rispetto alla media (questo aspetto direi che è intuitivo), quindi il primo dato è che, se sei uno sportivo e ti avvicini a qualche persona, devi mantenere la distanza sociale di sicurezza leggermente allargata rispetto al metro consigliato dall’OMS, perché con i tuoi polmoni puoi spingere le particelle della tua saliva più lontano (non è una bell’immagine, ma i tuoi sputacchi 💦 vanno più distante e rischi eventualmente di infettare qualcuno). Sempre in letteratura, diversi studi sottolineano come la persona con cuore e polmoni allenati 💨, sviluppi una resistenza immunitaria più elevata e di certo questo è un plus in quella che è la nostra situazione attuale.

Sotto il profilo psicologico il sostegno delle pubblicazioni è praticamente unanime: l’attività fisica libera dopamina, catecolamina legata strettamente al rapporto stimolo piacere e ricompensa. 🤔 Per intendersi, è la stessa sostanza che viene secreta quando fai qualcosa di bello, per esempio quando mangi la cioccolata oppure quando fai del buon sesso 😛). Basti pensare che alcuni farmaci antidepressivi sono dopaminergici, ovvero vanno proprio a stimolare la produzione di dopamina. Qualcuno potrebbe dire “ma che c’entra ??”, sicuramente lo stato di quarantena può creare anche dei disturbi sotto il profilo psicologico: immaginate qualcuno che la stia affrontando in solitaria. Diventa facile, dunque, scivolare in momenti di down. 😔

Seguendo un divulgatore scientifico (che assolutamente vi consiglio, Gian Mario Migliaccio) ho appreso una cosa che non sapevo: la scienza ci dice che dopo la fase di allenamento, il nostro sistema immunitario è soggetto ad un drop, perché alcune strutture che ne fanno parte vengono implicate nel ripristino energetico che viene adoperato per supplire al dispendio dovuto all’allenamento stesso. 🤓 Tradotto: nei momenti immediatamente successivi alla seduta sei più esposto alla possibilità di ammalarti, la finestra è di circa un paio d’ore. 😷 Inoltre sempre questo professore accennava a una bibliografia sul CoronaVirus molto aggiornata che riferiva al fatto che le problematiche derivanti dalla sedentarietà imposta dall’isolamento sociale, a tendere, saranno molto più incidenti come criticità sulla società che non la malattia stessa in questa finestra temporale. Diciamo che i veri problemi per la salute delle persone saranno i danni collaterali dovuti a questa pandemia (ovviamente con il massimo rispetto di chi è malato grave, in ospedale e purtroppo in alcuni casi anche deceduto).

Personalissimo parere e, quindi, assolutamente obiettabile sotto ogni punto di vista:

voglio staccarmi da quella che è la faziosità a cui assisto tutti giorni. Non mi interessa e non è questa la sede per trattare l’argomento. Ho semplicemente voluto fare un’analisi di quelli che sono i fattori in gioco in questa attività sotto il profilo fisico, l’unica competenza che penso di avere in merito. 😊

Noi sportivi troviamoci soluzioni alternative. 💡 C’è chi sta preparando le Olimpiadi a casa. Penso, dunque, che noi “semplici” amanti dello sport possiamo sopravvivere un mesetto con soluzioni diverse. Sono il primo a documentare che non ci siano controindicazioni in merito ed è evidente come l’attività fisica all’aperto abbia molti pro e pochi contro in una situazione come la nostra (un ottimo sistema preventivo del singolo), ma è una questione di esempio per tutta la comunità. Ricordiamo che non siamo soli e qualcuno si sente autorizzato a sfruttare e abusare di questo diritto.

Voi ai balconi, invece, prendete coscienza di quelli che sono i fatti e non fermatevi agli slogan puri e semplici: “Io resto a casa” significa “resto in isolamento sociale” e se vediamo qualcuno che corre o più in generale fa attività fisica siamo consapevoli che non sta facendo nulla che penalizzi la comunità, se rispetta la regola.

Per tutti, lo stress è alto! Sforziamoci di essere il più tolleranti possibile! 💙

Fomentare astio e rabbia, il “NOI” contro “LORO” non farà alto che alzare ulteriormente i toni e, per la cattiveria delle persone, non so se basterà una quarantena di 15 giorni.

Tu cosa ne pensi ? Sono aperto a ogni visione. Lasciami la tua nei commenti!

Grazie!

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