La squadra vince su tutto!

Manca davvero poco..FINALMENTE! Abbiamo bisogno di allenare e mettere in opera quel che stiamo ipotizzando da settimane! 

La squadra è già al lavoro a casa con la scheda di preparazione che ti ho condiviso la passata settimana, anche se non tutto va liscio. Nel roster ci sarà una ragazza messicana ed attualmente nel suo paese l’emergenza Covid-19 è ancora ad un livello di guardia molto alto e non si può allenare in palestra, quindi sarà in ritardo di condizione cosa che verrà acuita al suo arrivo nel nostro paese per la necessaria quarantena. 

Altra piccola tegola per un’atleta che sta svolgendo un lavoro differenziato ultimando il suo recupero da un infortunio che si è procurata la passata stagione.

Allenare significa gestire variabili

Saper mantenere omogenea la condizione del gruppo e gestire quelli che sono gli inevitabili contrattempi è il compito di chi allena. Sono solito procedere a ritroso dall’obiettivo; capire cosa posso fare con il tempo che ho a disposizione diventa focale: ho bisogno di almeno 8 allenamenti per aver un adattamento fisico (ne parlo nel video e articolo della passata settimana) e cerco di programmare il lavoro sulla priorità più impellente.

Il tema resta sempre gestire il calendario a disposizione ed individuare le priorità! 

Un processo matematico che si intreccia con un che di artistico (visione un po’ romantica forse..ma rende l’idea). Hai pennelli e colori ma dipende da quanto tempo hai per fare il tuo disegno: più ne hai, più aggiungi dettagli ma se il tempo stringe, sulla tavolozza almeno il soggetto principale ci deve essere! E devi aver ben chiaro quale sia!

Queste saranno le mie priorità per questa stagione:

La selezione è stata molto serrata (la mia strategia di scelta la trovi qui): ho dovuto lasciare indietro molti obiettivi ma è stato necessario depennarli e la sintesi che ti propongo dà la visione del mio credo. Ti faccio notare come 3 punti su 5 sono più votati alla salute del gruppo che alla performance (solo Forza/Potenza fanno eccezione).

Se parliamo di squadre evolute, il vero valore di una preparazione atletica è per me quello di rendere sempre disponibile ogni atleta all’allenamento tecnico e alle gare (diverso per un settore giovanile, ma sarebbe una divagazione troppo lunga da trattare ora). 

Fondamentale avere una visione allargata, tenere in considerazione le interferenze che non riguardano la palestra, ma anche la fatica della vita quotidiana, i viaggi, i fondi dei campi da gioco più o meno duri, la qualità del sonno e lo stress della vita privata: questi sono solo alcuni delle variabili in gioco che determineranno la BIODISPONIBILITÀ.

Allenare in funzione di quelle che saranno le energie della giornata e tarare il livello di intensità in relazione alla “birra”che avranno in corpo le mie atlete sarà un obiettivo sfidante!

Ovvio che mi assumerò dei rischi, però sempre calcolati sul ritorno dell’investimento. Guai non fosse così: sarebbero scommesse! 

Uno dei miei primi allenatori diceva che la nostra stagione è come una gara in MotoGP: devi fare attenzione a quanto spingi, perché in curva rischi di cadere, ma se non corri abbastanza stai pure certo che arriverai ultimo! 

Farsi sempre la domanda: “..ne vale la pena? Qual’è il rapporto rischio/ beneficio dell’operazione?” 

Esiste un carico di lavoro programmato ma poi c’è il carico reale. Un discorso è l’idea di quanto sarà più o meno impattante un ciclo di allenamento nella tua programmazione e un altro è quello che avviene davvero nella pratica. Non importa cosa ipotizzavamo e cosa dice la teoria, il campo ha sempre la ragione! E tante volte le risposte non sono quelle che auspichiamo.

Gestione pratica dei primi 20 giorni.

Personalmente, nei primi 10 giorni di allenamento chiedo di evitare i salti, per permettere l’adattamento al treno inferiore. A partire dall’inizio della seconda settimana, inseriamo il colpo d’attacco piedi a terra e dalla 10-11/ª seduta si inizia gradualmente a saltare. Ultimo fondamentale ad essere inserito a fine della seconda settimana, è il servizio, il più logorante dal punto di vista delle strutture.

Le prime 2 settimane di allenamento sono caratterizzate da 3 sedute con i sovraccarichi ciascuna, quindi al termine della seconda avrò già effettuato 6 allenamenti in palestra pesi, che significa essere vicini al 75% del condizionamento della spalla (sempre i famosi 8 allenamenti per ottenere il risultato). 

Dalla 3/ª settimana si inizia il lavoro a regime che si conclude intorno al 20/º giorno con la prima amichevole stagionale.

Idee chiare ma pronti a stornare 

Sulla carta ogni cosa ha la sua logica, ma obbligatorio essere pronto a riprogrammare, se qualcosa non filerà come deve! Inutile forzare situazioni: una cosa è esser determinati, un’altra è essere cocciuti e testardi solo perché si era fatta un’ipotesi che poi non si è concretizzata nei fatti.

Riflessione : la misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare… Albert Einstein

Cose da fare: 

  • Ricordarsi che la squadra vince su ogni altra esigenza 
  • Allargare la visione del campo, prendere in considerazione le variabili e chiedersi sempre se “il gioco vale la candela!”
  • C’è un carico programmato ed un carico reale: entrambi hanno la loro importanza, ma spesso non sono la stessa cosa
  • Parti con un’ idea in testa, ma non affezionarti troppo perché facilmente la dovrai abbandonare e stravolgere. 

Nel prossimo articolo, saremo a ridosso della stagione e parleremo delle prime sedute di allenamento frontali della squadra in sala pesi, come le imposto e che cosa faremo.

It’s always day one!

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3 Comments on “La squadra vince su tutto!”

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